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sistema mose

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Il MO.S.E. (acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è un'opera, in corso di realizzazione, consistente in un sistema integrato di opere di difesa costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa in grado di isolare la laguna Veneta dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea superiori ad una quota concordata (110 cm) e fino ad un massimo di 3 metri. Queste opere, insieme ad altre complementari come il rafforzamento dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, dovrebbero provvedere alla difesa della città di Venezia da eventi estremi come le alluvioni e dal degrado morfologico, per il quale la laguna sta progressivamente cedendo al mare ed il livello del suolo si sta abbassando. L'opera è stata avviata nel 2003 alle tre bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia, i varchi che collegano la laguna con il mare ed attraverso i quali si svolge il flusso ed il riflusso della marea.

Origine del nome  
Prima che l'acronimo venisse usato per riferirsi all'intero sistema di difesa dalle acque alte, era utilizzato per indicare il prototipo in scala reale di una paratoia, utilizzato tra il 1988 ed il 1992 alla bocca di porto del Lido di Venezia.


Contesto  
Il MOSE non è un'opera isolata, ma rientra nel Piano Generale di Interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna che il Ministero delle Infrastrutture, con il Magistrato alle Acque di Venezia (il braccio operativo lagunare del Ministero), tramite il concessionario Consorzio Venezia Nuova, ha avviato nel 1987. Questi interventi lungo i litorali e in laguna, già conclusi o in fase di realizzazione, rappresentano il più imponente programma di difesa, recupero e riqualificazione dell'ambiente che lo Stato italiano abbia mai attuato.

Contemporaneamente ai lavori per il MOSE, sono in corso di realizzazione anche da parte del Comune di Venezia degli interventi di rialzo di rive e pavimentazioni per garantire la difesa dei centri abitati lagunari dalle acque medio alte, quelle al di sotto dei 110 cm, quota sopra la quale entreranno in azione le barriere mobili. Queste opere sono particolarmente complesse, specie in realtà urbane come Venezia e Chioggia dove la sopraelevazione deve tener conto del delicato contesto architettonico e monumentale.

Gli interventi di riqualificazione della laguna sono indirizzati a frenare il degrado delle strutture morfologiche causato da fenomeni di subsidenza ed eustatismo e dall'erosione provocata dal moto ondoso. Le opere, in corso in tutto il bacino lagunare, sono rivolte alla protezione, ricostruzione e rinaturalizzazione di barene, velme e bassifondi, alla difesa, al recupero ambientale delle isole minori e allo scavo dei canali lagunari.


Scopo  
Lo scopo del progetto MOSE è la soluzione del problema dell'acqua alta, un evento che la città di Venezia e gli altri centri abitati della laguna subiscono sin dall'antichità in autunno, inverno e primavera e che negli ultimi decenni si è particolarmente aggravato[2][3] [4].Per quanto la marea, nel bacino lagunare, sia meno elevata rispetto ad altre aree del mondo, dove può raggiungere anche i 20 metri, il fenomeno può diventare significativo se associato a fattori atmosferici e meteorologici come la pressione e l'azione dei venti di bora (vento di nord-est che proviene da Trieste) o di Scirocco (vento caldo di sud-est), che spingono le onde nel golfo di Venezia. Al fenomeno concorrono anche la pioggia e l'acqua dolce che si riversa in laguna dal bacino scolante attraverso 36 punti di immissione dovuti a piccoli fiumi e canali. L'aumento della frequenza e dell'intensità dell'acqua alta è legato anche ad altre cause, naturali e artificiali, che hanno alterato l'assetto idraulico e morfologico della laguna, quali la subsidenza e l'eustatismo (nel corso del XX secolo il suolo lagunare si è abbassato rispetto al medio mare di 23 cm[5]); la maggior azione erosiva del mare provocata da alcuni interventi dell'uomo (moli foranei, canali artificiali) volti a favorire la portualità e l'insediamento industriale di Porto Marghera; l'aumento del moto ondoso provocato dai mezzi a motore che concorrere all'erosione delle strutture morfologiche e delle fondazioni delle rive e degli edifici. Oltre ad affrontare questi problemi contingenti, il progetto MOSE (e le altre opere di difesa) è stato progettato tenendo anche conto del previsto aumento del livello del mare a causa del riscaldamento globale. Le barriere mobili sono in grado di assicurare un'efficace protezione della laguna anche se si dovessero verificare le ipotesi più pessimistiche, come una crescita del mare fino a 60 cm.

Acque alte eccezionali hanno colpito la città nel corso del XX secolo: alluvione del novembre 1966 (194 cm), 1979 (166 cm), 1986 (158 cm), 2008 (156 cm), 1951 (151 cm), 1936 e 2002 (147 cm), 1960 (145 cm), 1968 e 2000 (144 cm), 1992 (142 cm), 1979 (140 cm). Tutti valori sono stati registrati dalla stazione di Punta della Salute (Venezia) e sono riferiti allo zero idrografico del 1897[5]. Dal 1966 ad oggi le acque alte oltre i 110 cm sono state 160. Nel periodo compreso tra il 1926 ed il 1965 erano state 43.

Schema che mostra il funzionamento del MOSE.
A: laguna
B: mare aperto
1: basamento
2: paratoia
3: aria compressa
4: acqua espulsa

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